Prove di eversione giudiziaria contro Berlusconi

Fabrizio Cicchitto esterna nel solco dell’esasperazione di Silvio Berlusconi. “C’è una persecuzione giudiziaria, siamo sull’orlo della guerra civile”, ha detto ieri il premier all’ufficio di presidenza del Pdl, prima di far approvare all’unanimità un documento contro “l’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura”. Parole che Cicchitto traduce così: “Pentiti a orologeria, versione italiana dei kamikaze, istruiti e utilizzati inventando circostanze molti anni dopo e secondo un piano studiato a tavolino”. Leggi le dichiarazioni di Napolitano
7 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 03:45
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Spatuzza ha riferito che il boss Graviano avrebbe incontrato Schifani. “Una cosa fatta a orologeria, è il pentitismo che ricicla cose già sconfessate, inventate ex novo, ma funzionali a un’operazione politica precisa”, prosegue. “Sono pentiti che hanno davanti a sé il quadro di quello che devono dire, non rischiano intervenendo su un insieme di indagini in itinere, ma su una situazione stabilizzata. Le parole su Berlusconi sono ridicole. Ma il solo fatto che ne stiamo parlando, che il mattinale delle procure chiamato il Fatto le ipotizza da tempo, che l’Espresso ne scrive, è la prova che questa porcheria è stata prima teorizzata in chiave giornalistica e ora arriva sul terreno dei pentiti. Oggi si parla di cose successe nel ’92 e nel ’94. Sono interventi ex post di natura politica”.
C’è un altro capitolo grave. “Giovanni Falcone e i carabinieri che rischiarono la vita per arrestare Riina e a suo tempo sono stati sotto schiaffo della magistratura di sinistra. Ricordo l’arringa di Ilda Boccassini contro Gherardo Colombo e altri magistrati sul modo con cui Falcone fu trattato per cui si lamentava anche delle rogatorie mai arrivate al suo ministero. Poi ci fu l’operazione di Magistratura democratica contro Falcone, che soltanto dopo sarebbe diventato per tutti ‘Giovanni’, ma prima la sinistra delle procure gli fece la guerra. Ci fu pure la devastante operazione che portò alla morte del maresciallo dei carabinieri Lombardo. Adesso l’attacco si rinnova contro i carabinieri che arrestarono Riina”. Cicchitto si riferisce a Lombardo, morto suicida il 4 marzo 1995 nel cortile della caserma Bonsignore di Palermo, lasciando scritto: “Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto”. Nemmeno dieci giorni prima, alla trasmissione di Michele Santoro “Temporeale”, Leoluca Orlando aveva accusato di mafiosità il maresciallo dei carabinieri. “Disse che era legato alla mafia perché aveva un rapporto con il pentito Badalamenti che avrebbe sconfessato il pentito Buscetta su Andreotti”, riprende Cicchitto.
Altro che Mani pulite, sono pieni di scheletri. Altro che antimafia, è un verminaio con magistrati in servizio politico permanente e che fanno comizi in televisione, il pm Ingroia da Santoro e il pm Spataro dalla Annunziata. Magistrati che dovrebbero essere terzi, ma uno ha distrutto il Sismi e un altro vuole inchiodare il premier e invoca la resistenza al potere politico. L’unità marxista di teoria e prassi è straordinaria. Magistratura democratica teorizza l’uso del diritto come strumento rivoluzionario. Lo ha scritto e dal ’92-’94 lo traduce in provvedimenti. La novità è che la magistratura è il vero agente rivoluzionario”. Conclusione: “E’ ridicolo che si possa arrivare a un’incriminazione del premier, ma questo ci dà il senso dell’anomalia storica italiana, con il più forte partito comunista dell’occidente che, quando è crollato il Muro, si è messo la veste giustizialista. Per questo coloro che anche a destra parlano di politica bipartisan dimenticano la storia italiana, e parlano del nulla”.